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Una stretta associazione

Chi  soffre di acufene sa bene quanto sia difficile convivere con questo suono, fischio o ronzio continuo che si fa insistente soprattutto nei momenti di silenzio.
Nel passato si credeva che l’acufene fosse un problema neurologico o vascolare a livello centrale. Oggi molti studi scientifici riconoscono il ruolo chiave dei denti quando il loro posizionamento è storto o alterato, per questo parliamo di acufene e denti.
La presenza di denti storti e la mancanza di denti possono causare il mal funzionamento dei muscoli e delle articolazioni che intervengono nella masticazione (disturbo temporo- mandibolare).
Vista l’Interconnessione anatomica del sistema masticatorio con il muscolo tensore del timpano, l’acufene è la conseguenza naturale.
Quando questo muscolo diventa ipertonico (molto sviluppato) aumenta la pressione intorno alle strutture dell’apparato uditivo e vestibolare (quello che regola il nostro equilibrio). A questo punto si hanno sintomi quali: alterazione nella trasmissione dei suoni, vertigini e difficoltà deambulatorie, dolore e senso di ovattamanto.
Già nel 1989 alcuni ricercatori scoprirono, nei pazienti che soffrivano di acufeni, una significativa incidenza di sintomi quale cefalea e tensione muscolare a carico dei muscoli facciali; questi erano e sono i medesimi disturbi lamentati dai pazienti affetti da disturbi temporo-mandibolari.

Cosa si può fare?

Studi successivi hanno confermato che il trattamento dei DTM (disturbi temporo-mandibolari), con terapia odontoiatrica e ortodontica, è in grado migliorare o risolvere completamente la sintomatologia degli acufeni in una percentuale di casi variabile tra il 46 e il 96%.
I dati scientifici ci ricordano che il nostro organismo è un meccanismo perfetto, la perdita dei denti o la presenza di storti e disallineati non trattati possono generare delle anomalie nei suoi ingranaggi.

Le ripercussioni sono importanti e su organi apparentemente indipendenti: in questo caso sull’orecchio e sul suo corretto funzionamento.

Una visita odontoiatrica di controllo può individuare i fattori di rischio che sono alla base dell’insorgenza del problema e suggerire gli interventi opportuni.

Ristabilire la corretta armonia nell’ allinemento e nei contatti tra i denti può aiutare anche a prevenire e a curare l’acufene.

 

 

 

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