effetti salute generale2

Ci sono oltre 100 malattie sistemiche che hanno manifestazioni orali come ad es. malattie cardiovascolari, ictus, infezioni respiratorie, cancro al pancreas, diabete e problemi nutrizionali (Haumschild M.S. et al. 2009).

 

  • Diabete mellito: Esiste un legame bidirezionale fra diabete mellito e malattia parodontale con forte predisposizione del diabetico alla malattia parodontale e maggiore difficoltà del controllo metabolico glicemico da parte del diabetico, qualora essa non sia trattata. L’alterazione nei diabetici del controllo glicemico è causata dal passaggio continuo di tossine batteriche e di batteri nel sangue e da un eccessivo rilascio di mediatori infiammatori (Lamster I.B. et al. 2008; Dunning T. 2009; Williams R.C. et al. 2008). L’American Diabetes Association ha riferito che vi è una connessione tra stato di salute orale e controllo glicemico e che le persone con diabete non controllato sono sottoposte ad un maggior rischio di infezioni con cicatrizzazione anomala delle ferite e maggior probabilità di sviluppare parodontite e malattie cardiovascolari.
  • Malattia arteriosclerotica: Esistono molteplici fattori di rischio per lo sviluppo della malattia arteriosclerotica (cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica, e ictus ischemico). La base della patogenesi dell’aterosclerosi è la stessa della parodontite ed è stato dimostrato che l’entità e la consistenza dell’associazione tra malattia parodontale e malattia arteriosclerotica è più forte nello sviluppo di ictus ischemico (Joshipura K. et al.2009).
  • Malattie cardiovascolari: È stato dimostrato che i batteri parodontopatici, siano fattori eziologici nello sviluppo delle malattie cardiovascolari. Un recente studio effettuato su tessuti sclerotizzati, rimossi chirurgicamente ed analizzati con le più moderne tecniche di analisi biomolecolari (real-time PCR), ha dimostrato la presenza di batteri quali: Aggregatibacter actinomycetemcomitans, Porphyromonas gingivalis, Prevotella intermedia, Prevotella nigrescens e Tannerella forsitia. Tali batteri sono stati rilevati nelle placche ateromatose delle arterie coronariche del 90% dei soggetti con malattia parodontale conclamata. Il numero significativo di specie parodontopatiche rinvenute nei campioni di tessuto sclerotizzato dei pazienti con parodontite, suggerisce che la presenza di questi microrganismi nelle lesioni coronariche non è casuale, e che essi infatti contribuiscano allo sviluppo di malattie vascolari  (Gaetti-Jardim E. Jr et al 2009).
  • Parti pre termine e infertilità femminile: I cambiamenti ormonali che avvengono durante la gravidanza hanno un effetto diretto sulla struttura del parodonto aumentando la permeabilità vascolare del tessuto gengivale con maggiore diffusione di batteri, interleuchine e LPS (Novák T. et al. 2009). Come dimostrano i risultati di alcuni studi, sono stati individuati nei soggetti affetti da malattia parodontale antigeni del Porphyromonas gingivalis nei tessuti placentari, segno che la placenta può essere by-passata da questi microorganismi, e la parodontite è stata così inserita tra i fattori di rischio nei casi di parto pre-termine (Katz J. et al 2009). Inoltre recentemente in Australia è stato condotto uno studio che prova la correlazione tra infertilità femminile e batteri della malattia parodontale. (R. Hart et al 2011)
  • Disfunzione erettile: Un gruppo di ricercatori turchi ha scoperto che fra gli uomini che soffrono di parodontite i problemi di erezione sono più frequenti. Infatti, i soggetti affetti da questa patologia, hanno una probabilità di soffrire di disfunzione erettile 3,29 volte superiore rispetto a chi non ha problemi gengivali.

 

Secondo un recente studio di un gruppo di ricercatori della California University guidati da Anlia Paganini-Hill e pubblicato sul  Journal of the American Geriatrics Society, un' igiene orale corretta  riduce il rischio anche di demenza senile.

Durante l’indagine i ricercatori hanno monitorato lo stato di salute di oltre cinquemila residenti in una comunità per anziani in California dal 1992 al 2010.

Il gruppo di donne che trascuravano l’igiene orale giornaliera hanno sviluppato la demenza senile in una maggiore percentuale (65%) rispetto alle “spazzolatrici virtuose”. Analoghi risultati nella comunità maschile con una percentuale di demenza maggior del 22% rispetto al gruppo di controllo.

“Non solo lo stato della mente predice quale tipo di abitudini di salute orale si praticano, ma è anche possibile che le abitudini di salute orale influenzino l’eventuale comparsa della demenza”, spiega l’autrice dello studio Annlia Paganini-Hill .

Mantenere una corretta igiene orale è ormai dimostrato che genera benefici che vanno MOLTO OLTRE  la salute della bocca:

1) secondo uno studio di quest’anno dell’American Journal of Medicine, riduce il rischio di attacchi ischemici in anziani postinfartuati;

2) lo stesso studio ha dimostrato che la cura della bocca riduce  l’incidenza di ictus;

3) secondo il The National Insititute of Dental and Craniofacial Research,  reduce il rischio di malattia parodontale;

4) secondo uno studio del 2011 Journal of Periodontology, previene  le polmoniti nei pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva;

5) secondo il Report della rivista Prevention lavare  i denti  è un indicatore per il cervello che il pasto è terminato e previene eccessivi apporti calorici;

6) secondo uno studio del 2010  della New York University College of Dentistry la malattia parodontale aumenta il rischio di Alzheimer;

7) secondo un  Report della rivista Prevention del 2012  gli uomini con malattia parodontale hanno con maggior frequenza disturbi erettili.

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