Restauri metal-free

Tradizionalmente, l’odontoiatria restaurativa diretta (otturazioni e ricostruzioni) utilizzava l’amalgama come materiale di prima scelta.

La scelta di non utilizzare questi materiali si basa sulle seguenti caratteristiche dell’amalgama:
- contiene un’elevata percentuale di mercurio. Sono disponibili dati di studi internazionali che confermano la tossicità di questo materiale sia per i pazienti sia per gli operatori del settore
- può determinare l’insorgenza di reazioni lichenoidi su mucose limitrofe. In alcuni casi causa il cosiddetto “tatuaggio d’amalgama”, cioè un alone grigio-bluastro nella gengiva
- è un materiale rigido che spesso causa incrinature nella struttura dentale (sindrome del dente incrinato)
- a causa del suo colore metallico scuro e dell’ossidazione a cui va incontro nel tempo, produce un alone scuro visibile attraverso lo smalto del dente.

L’odontoiatria restaurativa indiretta (corone, ponti, inlay e onlay) utilizzava invece delle leghe metalliche per la manifattura del restauro. Nei settori estetici questi manufatti venivano rivestiti con resina o ceramica stratificata (es. corone in metallo-ceramica). Oggi queste tecniche sono ancora indicate in determinate situazioni cliniche.

Più frequente è invece l’utilizzo di restauri metal-free in composito o in ceramica (feldspatica, disilicato di litio, zirconio) che garantiscono una migliore estetica e biocompatibilità.
Inoltre in caso di piccole fratture della ceramica (chipping), la soluzione metal-free spesso permette di eseguire un riparo direttamente in una seduta di circa 30 minuti. Nonostante una riparazione sia sempre un compromesso, a volte si ottengono dei risultati eccellenti.

Realizzati completamente in ceramica, si distinguono per la loro eccellente estetica, dato che la luce non viene solo riflessa ma, come nei denti naturali, esiste una traslucidità (la luce attraversa il dente) che consente la mimetizzazione del manufatto e garantisce un risultato cromatico ed estetico molto simile al dente naturale.

Questo effetto rende la corona di ceramica integrale specialmente adatta per i denti frontali, di cui permette anche piccole correzioni di forma e posizione. L’eliminazione del metallo e dell’opaco permette inoltre al tecnico di avere quei decimi di millimetro in più per la stratificazione della ceramica rispetto a un manufatto in metalloceramica. Un ulteriore vantaggio è che i bordi delle corone in ceramica non devono per forza essere posti nella zona subgengivale, evitando così irritazioni e retrazioni della gengiva causate dal bordo della corona e permettendo quindi una migliore gestione dei tessuti molli parodontali.

L’evoluzione continua delle ceramiche dentali mette a disposizione materiali sempre più resistenti; in questo modo, oggi è possibile realizzare corone senza metallo anche nei denti posteriori. Diventa perciò di fondamentale importanza essere in grado di sfruttare al meglio le moderne tecnologie e i vantaggi che i nuovi materiali ceramici permettono di ottenere. Il miglioramento delle caratteristiche fisiche di questi materiali e l’introduzione di una nuova generazione di adesivi dentali e cementi resinosi hanno condotto a risultati clinici predicibili a medio e lungo termine.

I restauri integralmente in ceramica e le residue strutture dentali vengono mutuamente rinforzate dal cemento adesivo. Il cemento di fissazione resinoso certamente avvantaggia la sopravvivenza di questi restauri, grazie a un’interfaccia adesivo-ceramica/resinacomposita. Per le ceramiche ad alta resistenza (alluminose e allo zirconio) vengono consigliati dai fabbricanti anche cementi tradizionali più semplici da utilizzare.

A fronte dei vantaggi di un’ottima resistenza, di una quasi totale assenza di insolubilità e di prevenzione dell’infiltrazione, i cementi resinosi offrono gli svantaggi di una tecnica sensibile all’operatore, maggior impiego di tempo e soprattutto difficoltà nel rimuovere gli eccessi.

La necessità di offrire prodotti con qualità e garanzia sempre più elevate ha indotto le aziende del settore, la ricerca e la clinica a sperimentare nuovi materiali e nuovi metodi per la realizzazione di corone estetiche dotate delle indispensabili caratteristiche di resistenza meccanica, stabilità del colore, resistenza all’abrasione, biocompatibilità e precisione marginale che ne consentissero l’impiego per la restaurazione sia dei settori anteriori sia di quelli posteriori. Il maggiore contributo a questa causa non poteva che pervenire dal settore informatico e dalle macchine automatiche computerizzate che, con le tecnologie CAD-CAM (Computer Aided Design, Computer Aided Manifacturing), già da tempo presenti in altri settori dell’industria, sono state utilizzate per la produzione di sottostrutture protesiche a partire da blocchi preformati prodotti industrialmente, consentendo così di utilizzare materiali maggiormente performanti pur con elevate qualità estetiche e rendendo quindi possibile la standardizzazione del livello di qualità e di precisione del prodotto finale.

  1. Resistenza meccanica

  2. Stabilità del colore

  3. Resistenza all’abrasione

  4. Biocompatibilità

  5. Precisione marginale

  6. Sufficiente trasmissione luminosa del manufatto ai tessuti circostanti

Nell’utilizzare questi nuovi materiali il successo sarà comunque possibile solo con il corretto rispetto dei protocolli protesici, nelle fasi di laboratorio, di cementazione e di igiene orale di mantenimento, permettendo così di raggiungere risultati con un’alta predicibilità e di ottenere una prognosi a lungo termine del trattamento terapeutico che si avvale della tecnologia metal free. 

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