Parodontologia

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Le malattie parodontali sono patologie che interessano le strutture di supporto dei denti.
La causa principale di queste malattie è la placca batterica, ma esistono fattori predisponenti o aggravanti, fra i quali il fumo di sigaretta, fattori genetici, lo stress e patologie sistemiche come il diabete o malattie che indeboliscono il sistema immunitario.

In Italia 6 persone su 10 sono affette da una qualche forma di malattia parodontale più o meno grave. Il 10% di queste persone è ammalata di parodontite grave che, se trascurata e non adeguatamente trattata, può portare alla perdita dei denti.

 

 

Una corretta diagnosi è alla base della possibile guarigione e gli strumenti imprescindibili e innocui di cui avvalersi sono la sonda parodontale e il full di lastre endorali che evidenzia la quantità e la qualità del riassorbimento osseo.

La terapia della parodontite prevede l'abbinamento tra le tecniche tradizionali di pulizia di gengive e radici  e l’uso DECONTAMINANTE  del laser.
In una prima fase non chirurgica detta “preparazione iniziale” viene:
  • effettuato un intervento di igiene orale per rimuovere placca e tartaro sopra e sotto gengiva ed educare il paziente ad una corretta igiene orale domiciliare
  • applicata la terapia fotodinamica con il laser
l laser è uno strumento innovativo per la cura delle gengive: agisce attraverso una fibra molto sottile che riesce ad arrivare fin dentro le tasche gengivali eliminando i batteri e anche un sottile strato delle gengiva infiammata, rimuove il tessuto necrotico e stimola le nuove cellule: i batteri della placca infatti producono tossine che penetrano in profondità, adagiandosi sul fondo e al riparo dall'azione dello spazzolino e del filo interdentale, nonchè danneggiando i tessuti circostanti.
L’uso del laser crea dunque BIOSTIMOLAZIONE profonda che promuove ed aiuta l' immediata guarigione di questi tessuti infiammati molto spesso senza dover accedere tramite intervento chirurgico. Una procedura questa veloce e senza dolore e con una rapida guarigione.

Studi scientifici hanno dimostrato, infatti, che la terapia laser migliora notevolmente le possibilità di guarigione della malattia parodontale. Inoltre, con il laser è possibile risagomare i tessuti gengivali in modo da facilitarne la pulizia con lo spazzolino


Solo nei casi più gravi, e solo dopo un’attenta rivalutazione dei siti trattati, viene attuata una terapia chirurgica per la correzione dei difetti ossei, e dell’architettura gengivale; ciò consente di ricreare un’anatomia fisiologica dei tessuti intorno alle radici che sia igienicamente controllata e che quindi garantisca, insieme alla terapia di mantenimento, da una sicura reinfezione. 

 

Dal punto di vista del paziente ciò si traduce in maggiore salute locale e generale, arresto del sanguinamento, della infiammazione gengivale, riduzione notevole delle tasche gegivali, diminuzione della mobilità dentale, minore perdita di attacco clinico parodontale, MINORE FASTIDIO NEI GIORNI SUCCESSIVI LE PROCEDURE, con tessuti rapidamente sfiammati perchè biostimolati e decontaminati, minor dolore post-igiene, ripresa immediata della masticazione, massimo comfort post-procedure, maggiore stabilità del miglioramento e effetti molto più durevoli delle sole procedure meccaniche con benefici che rimangono più a lungo.

Si tratta dunque di una PROCEDURA NON CHIRURGICA MINI-INVASIVA, le necessità di chirurgia parodontale vera e propria diminuiscono drasticamente.

 Inoltre dimunuiscono le spese per la salute.

Va specificato che questa decontaminazione + biostimolazione del laser ha, nella letteraura scientifica, indicazioni molto precise e raccomandazioni consistenti anche in assenza fisica di tasche parodontali, in tutti quei casi in cui le gengive sanguinano e sono infiammate (in  tutte le forme di parodontite, anche le più lievi), ovvero anche nei casi che era molto tempo che non si faceva seduta di igiene, per migliorare la risposta dei tessuti, e il comfort post-seduta del paziente e per eliminare i batteri che non risiedono solo nelle tasche, ma possono essere reperiti in ogni gengiva malata o infiammata.

 

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Mentre la gengivite interessa la gengiva marginale  ed è caratterizzata da arrossamento, gonfiore, sanguinamento e, talvolta, da aumento del volume della gengiva. La parodontite (una volta detta “piorrea”) è caratterizzata dall’estendersi lentamente del processo infettivo-infiammatorio ai tessuti parodontali profondi, senza sintomi dolorosi o evidenti e con conseguente distruzione progressiva dell’apparato di sostegno dei denti. La gengivite è completamente reversibile, la terapia è molto semplice e consiste in una o più sedute di igiene professionale (ablazione del tartaro eseguita dall’igienista) e la successiva pratica di una attenta e costante igiene orale domiciliare da parte del paziente, mediante il corretto uso dello spazzolino e del filo interdentale. In assenza di questa ogni tipo di terapia risulterebbe inutile.

 

 

Alcuni sintomi della parodontite che risultano marcati solo negli ultimi stadi della malattia

  • infezione alle gengive
  • denti che si muovono
  • denti che cadono spontaneamente
  • ascessi ricorrenti
  • alitosi
  • sanguinamento gengivale

 

Se non diagnosticata e curata essa peggiora fino a produrre la perdita dei denti e dell’osso alveolare rendendo difficile anche il ricorso agli impianti per sostituire i denti perduti.

 

È stato accertato che le tossine prodotte da tali batteri, determinano un aumento dei livelli sierici della proteina C reattiva, considerato da un recente studio pubblicato sul The New England Journal of Medicine un fattore di rischio, per l’infarto del miocardio, più importante dei livelli ematici del colesterolo.

Il passaggio nel circolo sanguigno

Le conclusioni a cui si è giunti spiegano perché vi è un aumento degli eventi ischemici fatali negli individui con malattia parodontale rispetto ai soggetti sani. Un dato ulteriore scaturisce dagli studi che hanno dimostrato che la malattia parodontale non trattata in donne in gravidanza può costituire un serio fattore di rischio per il feto poiché sono sette volte più esposte a nascite premature di bambini sottopeso. Ci sono possibilità, infatti, che l’infezione si trasmetta al tratto genitale ed urinario condizionando l’esito della gravidanza.

Il meccanismo sarebbe il risultato della produzione di tossine da parte dei batteri e della mediazione di sostanze prodotte dalla madre come le prostaglandine e l’interleuchina, che potrebbero stimolare l’evento del parto in anticipo rispetto alle attese o di tali tossine ne determina l’adesione alle placche ateromasiche già in via di formazione nei vasi, danneggiati per effetto dell’aumentato livello di proteina C reattiva.

Secondo un recente studio di un gruppo di ricercatori della California University guidati da Anlia Paganini-Hill e pubblicato sul  Journal of the American Geriatrics Society, un' igiene orale corretta  riduce il rischio anche di demenza senile.

Durante l’indagine i ricercatori hanno monitorato lo stato di salute di oltre cinquemila residenti in una comunità per anziani in California dal 1992 al 2010.

Il gruppo di donne che trascuravano l’igiene orale giornaliera hanno sviluppato la demenza senile in una maggiore percentuale (65%) rispetto alle “spazzolatrici virtuose”. Analoghi risultati nella comunità maschile con una percentuale di demenza maggior del 22% rispetto al gruppo di controllo.

“Non solo lo stato della mente predice quale tipo di abitudini di salute orale si praticano, ma è anche possibile che le abitudini di salute orale influenzino l’eventuale comparsa della demenza”, spiega l’autrice dello studio Annlia Paganini-Hill .

Mantenere una corretta igiene orale è ormai dimostrato che genera benefici che vanno MOLTO oltre la salute della bocca:

1) secondo uno studio di quest’anno dell’American Journal of Medicine, riduce il rischio di attacchi ischemici in anziani postinfartuati;

2) lo stesso studio ha dimostrato che la cura della bocca riduce  l’incidenza di ictus;

3) secondo il The National Insititute of Dental and Craniofacial Research,  reduce il rischio di malattia parodontale;

4) secondo uno studio del 2011 Journal of Periodontology, previene  le polmoniti nei pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva;

5) secondo il Report della rivista Prevention lavare  i denti  è un indicatore per il cervello che il pasto è terminato e previene eccessivi apporti calorici;

6) secondo uno studio del 2010  della New York University College of Dentistry la malattia parodontale aumenta il rischio di Alzheimer;

7) secondo un  Report della rivista Prevention del 2012  gli uomini con malattia parodontale hanno con maggior frequenza disturbi erettili.

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