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Non tutti lo sanno, ma esiste una stretta correlazione tra parodontite e parto prematuro. Il primo ad individuarla, nel 1996, fu il ricercatore statunitense Steven Offenbacher.

Tra le 124 donne coinvolte nel suo studio, quelle affette da malattia parodontale avevano fatto registrare un numero maggiore di parti precoci rispetto alle altre. A quello di Offenbacher hanno fatto seguito decine di altri studi che hanno confermato il legame tra parodontite ed esito della gravidanza.

Il rischio è che il bambino nasca prima della 37esima settimana, con conseguenze negative per la sua stessa salute. Il parto pretermine e un peso alla nascita inferiore alla norma, meno di 2,5 chilogrammi, possono infatti causare disturbi neurologici e cognitivi che perdurano nel tempo, alterando lo sviluppo del bambino.

Parodontite e gravidanza: quale legame?

Diversi studi hanno evidenziato un incremento delle malattie odontostomatologiche durante la gravidanza. L’aumento della circolazione sanguigna se da una parte garantisce lo sviluppo del feto dall’altra può provocare gonfiore ed irritazione gengivale. Non solo: nel corso della gestazione sono comuni gli sbalzi ormonali e l’aumento dei progestinici, che possono indebolire il sistema immunitario, rendendo le future mamme più soggette a patologie come gengivite e parodontite. Il batterio responsabile di tali patologie, il Porphyromonas Gingivalis, può penetrare all’interno della placenta producendo tossine nocive per il feto e causando parti prematuri, oltre a contagiare il piccolo appena nato.

Cosa puo’ fare il dentista?

Nel corso della gravidanza le future mamme dovranno sottoporsi a controlli odontoiatrici regolari e seguire tutti i consigli relativi ad una corretta igiene orale domiciliare. Per quanto riguarda invece le sedute di igiene professionale saranno rimandate dopo il primo trimestre della gravidanza, il periodo più delicato per il feto.

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