• tel. 0773 662602

  • Via Montenero 38, Latina, LT

Da ciò si deduce quanto sia importante prevenire le malattie della bocca, per evitarne l'insorgenza e per curarle nella loro fase iniziale.

Eppure la carie e la malattia parodontale (quest'ultima comunemente conosciuta come "piorrea"), data l'elevata frequenza con cui si manifestano, sono considerate malattie sociali.

Ancora oggi in Italia il 99% della popolazione soffre di queste patologie e addirittura considera normale che un dente, prima o poi, si "ammali".

Si dice sempre che il fatto di avere denti sani e forti sia frutto del destino, ma in realtà è anche il frutto dell’attenzione prestata, nel corso del tempo, ai nostri denti.

Per prevenire la carie è a disposizione un test capace di stabilire la "sensibilità" individuale ai batteri responsabili della distruzione dello smalto.
L'esame, che viene effettuato dal medico, va a misurare alcuni parametri della saliva: la sua acidità, il flusso prodotto in un certo periodo di tempo e la presenza di alcuni batteri (streptococchi mutans e lactobacilli).

In base al numero e alle specie di batteri presenti in bocca viene perciò definita la "propensione" personale alla carie (carioricettività) e, se si è ad alto rischio, vengono stabilite misure di prevenzione più accurate.

 Il problema principale è la scarsa educazione verso una corretta igiene orale e alimentare. La carie e la malattia parodontale sono entrambe causate dalla placca batterica: quella pellicola trasparente e appiccicosa che si accumula quotidianamente sui denti indipendentemente da quello che mangiamo.

Alcuni di questi batteri utilizzano gli zuccheri contenuti nei cibi e nelle bevande per produrre sostanze acide che intaccano lo smalto dei denti fino a perforarlo, creando una lesione (carie).

Altri batteri invece proliferano nel tempo formando dei depositi calcificati (tartaro) non più asportabili con la semplice spazzolatura dei denti.

E' dimostrata l'esistenza di una predisposizione individuale a manifestare tali patologie, dovuta non solo a fattori ereditari ma anche all'anatomia orale, allo stato di salute generale, alle abitudini viziate, all'alimentazione ed altro ancora.

L'unico modo per prevenire la carie dentale ed i problemi parodontali è l'azione meccanica di pulizia esercitata dallo spazzolino e dal filo interdentale o dallo scovolino, usati nel modo e nei tempi corretti.

Tuttavia solo controlli periodici di placca e sedute di igiene dentale consentono di monitorare le tecniche utilizzate e rimuovere i depositi di placca e tartaro che inevitabilmente residuano.

Norma generale valida per tutti è raggiungere con lo spazzolino tutte le superfici dentali, non solo quelle visibili.

Per essere efficace deve avere una testina piccola, deve essere di setole artificiali (più igieniche) e di tipo morbido o medio per non ledere i tessuti molli e provocare recessioni gengivali. E' necessario cambiarlo di frequente, quando le setole sono usurate e senza forma, circa ogni due mesi.

La testina dello spazzolino è in grado di detergere 2 denti alla volta,eccetto il canino che va pulito singolarmente.
Le setole dello spazzolino (quelle della fila più vicina al dente) vanno direzionate verso il margine gengivale nel punto di confine tra dente e gengiva, in modo che le punte delle stesse penetrino nel solco, va angolato rispetto al dente di circa 45°.
Ora, esercitando una lieve pressione, si eseguono 2-3 movimenti vibratori, muovendo lo spazzolino avanti-indietro a breve raggio, mantenendo le punte delle setole nel solco dei 2 denti che si stanno pulendo.

Dopo aver terminato il movimento vibratorio, la testina dello spazzolino va ruotata dal rosso della gengiva al bianco della corona con un movimento “a portar via”.

Infine, le superfici occlusali dei denti, si detergono con uno spazzolamento orizzontale e, la lingua, dal dorso verso la punta.

Il filo interdentale l'unico mezzo in grado di detergere gli interstizi dove lo spazzolino non riesce ad arrivare, e dove purtroppo si annidano con più facilità i residui di cibo e placca batterica.

È bene utilizzarlo a piccole porzioni per volta. Si tagliano dalla rocchetta circa 30-40 cm di filo che va avvolto sul dito medio di ciascuna mano ben teso.
Il pollice e l’indice di ciascuna mano guidano il filo tra i denti; la distanza che intercorre tra queste dita deve essere minima: ciò consentirà di abbracciare il dente al meglio.


Il filo va inserito tra i denti con un movimento a “seghetto” , facendolo scorrere avanti e indietro nello spazio interdentale fino a raggiungere il margine della gengiva.
A questo punto , per non ferirsi, il filo va accostato al dente, inserito fino alla base del dente nel solco gengivale e avvolto a formare un a”c” attorno allo stesso.
Con un movimento verticale, si fa scorrere il filo dal solco alla corona verso l’alto ripetendo il movimento per 2-3 volte. In modo analogo si pulisce poi la superficie ed il solco del dente adiacente.

Lo scovolino è altrettanto efficace e facile da manovrare dello spazzolino. Ne esistono di misure e forme diverse a seconda dello spazio interdentale e va cambiato quando le setole sono consumate.

Quelli della nuova generazione, con movimento rotante delle setole e testina piccola di media durezza, non sono traumatici e facilitano il movimento manuale di rimozione della placca pur richiedendo lo stesso tempo di utilizzo.

Il fluoro possiede attive proprietà mineralizzanti e, penetrando nelle porosità delle superfici dentali precedentemente deterse, ha un'efficace azione anticarie. Come il dentifricio anche il colluttorio non serve a pulire i denti, ma, a secondo del principio attivo in esso contenuto, ha delle proprietà antisettiche, antinfiammatorie o remineralizzanti. E' buona regola utilizzarlo solo al bisogno, a denti puliti e seguendo le indicazioni del dentista.