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La terapia causale non chirurgica o preparazione iniziale rappresenta il primo step per affrontare la malattia parodontale.

Durante la visita di rivalutazione, il parodontologo deve valutare la riduzione della profondità gengivale, ed in caso di persistenza della tasca parodonatale, pianificare la migliore terapia chirurgica per l’eliminazione definitiva del problema che altrimenti porterebbe una progressiva proliferazione di batteri e la perdita del sostegno dei denti.

La risoluzione chirurgica della malattia parodontale, prevede due tipologie di tecniche di intervento.

Chirurgia resettiva

La chirurgia osteo-resettiva consente di eliminanare le irregolarità formatesi nella gengiva e nell’osso che impediscono la chiusura delle tasche parodontali; questo obbiettivo è fondamentale per contrastare la tendenza all’accumulo di placca batterica sulla radice dei denti.

L’intervento è senza dolore grazie all’anestesia locale e la guarigione definitiva risulta stabile negli anni grazie alla terapia di mantenimento eseguita con l’igienista ogni 3-4 mesi.
Un’accurata igiene domiciliare ed i controlli professionali prevengono la ricomparsa della malattia
salvaguardando la stabilità dei denti.

Chirurgia rigenerativa

Le moderne tecniche di chirurgia rigenerativa ricostruiscono il supporto del dente perduto a causa della malattia parodontale.
La Rigenerazione Tessutale Guidata (GTR) è la procedura più efficace che, mediante l’applicazione di una barriera fisica (detta membrana), isola e protegge l’area in cui l’osso ed i tessuti molli devono ricostruirsi per ristabilire l’integrità del sostegno.

I criteri per l’applicazione dell’una o dell’altra tecnica prendono in esame molteplici fattori ed il parodontologo sa scegliere quando e dove applicarle per la cura definitiva della parodontite.

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